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Sabato 17 ottobre 2026 il Museo Minà Palumbo racconta «Un sol uomo» e presenta Herbarium 1829

Un pomeriggio di approfondimento sul genio poliedrico del naturalista castelbuonese, tra epistolario, iconografia ed erbario. L’incontro segna anche l’avvio della campagna di raccolta fondiche accompagnerà il Museo Naturalistico fino a dicembre

Medico, naturalista, botanico, illustratore scientifico e osservatore instancabile delle Madonie: Francesco Minà Palumbo (Castelbuono, 1814–1899) ha dedicato la propria vita allo studio della natura, costruendo un patrimonio di conoscenze che ancora oggi offre nuove prospettive di ricerca. Sabato 17 ottobre, a partire dalle ore 17, il Museo Naturalistico che porta il suo nome gli dedica l’incontro «Un sol uomo – Il genio poliedrico di Minà Palumbo», in programma nella Sala Morici della sede museale.
Il pomeriggio proporrà un racconto corale sintetico delle molteplici dimensioni dello scienziato, attraverso le testimonianze documentarie, le raccolte e gli studi che ne restituiscono la statura scientifica e culturale. Al centro dell’incontro ci saranno l’epistolario, con la fitta rete di corrispondenze intrattenute con gli studiosi del suo tempo e le novità emerse dal lavoro sulle carte; l’iconografia, in cui osservazione scientifica e abilità illustrativa concorrono alla documentazione della storia naturale; e l’erbario, una delle testimonianze più significative della sua attività di ricerca. Saranno condivisi alcuni aspetti meno conosciuti della sua opera, grazie agli interventi di Salvino Leone, Michele Spallino, Franco Toscano, Antoine S. Giardina ed Elisa Vigneri, insieme al gruppo di lavoro dell’Herbarium Lab.
Proprio l’erbario rappresenta oggi una delle sfide più importanti per la conservazione del patrimonio del Museo. Migliaia di reperti botanici documentano il lavoro di raccolta e osservazione condotto nel corso della sua vita e costituiscono una risorsa preziosa per lo studio della flora delle Madonie. La fragilità dei materiali e le attuali condizioni di conservazione richiedono interventi specifici: l’erbario è custodito in armadi non idonei e in un ambiente oggi chiuso al pubblico, per limitarne i rischi di deterioramento.
Da questa esigenza nasce Herbarium 1829, la campagna di raccolta fondi con cui il Museo intende garantire una migliore conservazione della collezione e restituirle un ruolo attivo nella vita museale. Il progetto prevede l’acquisto di armadi con sistemi di conservazione controllata e il reinserimento dell’erbario nel percorso di visita. La stanza che attualmente custodisce i reperti sarà destinata all’Herbarium Lab, uno spazio dedicato alla didattica, alla ricerca e alla partecipazione del territorio, sviluppato in collaborazione con Social Green Hub.

L’incontro di sabato sarà quindi anche l’occasione per presentare pubblicamente la campagna, illustrandone obiettivi, modalità di partecipazione e calendario delle iniziative previste fino a dicembre, tra Castelbuono e Palermo.Con Herbarium 1829, il Museo Naturalistico Minà Palumbo invita la comunità a partecipare alla tutela di una collezione che custodisce quasi due secoli di osservazione scientifica e di conoscenza delle Madonie. Conservare l’erbario significa proteggere un patrimonio di valore storico e naturalistico e renderlo nuovamente accessibile, affinché possa continuare a essere studiato, condiviso e trasmesso alle generazioni future.
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