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Vincenzo Liarda: «Pio La Torre, l’uomo che ha tolto il tesoro alla mafia per restituirlo ai cittadini»

Il 30 aprile 1982, a Palermo, la mafia cercava di fermare un uomo, non sapeva che, colpendo Pio La Torre, ne avrebbe reso immortali le idee.

Oggi ricordiamo un visionario che ha cambiato per sempre la storia della lotta alla criminalità organizzata in Italia. Non è stato “solo” un politico, ma l’architetto della legalità moderna.

• Ha fatto sì che venisse introdotto, Il reato di associazione mafiosa, prima la “mafia” era un concetto vago per il codice penale. Con l’introduzione del 416-bis, Pio La Torre ha dato agli inquirenti lo strumento per colpire l’organizzazione in quanto tale.

• È stato il padre della legge Rognoni-La Torre. La sua intuizione geniale? La mafia si sconfigge confiscando i patrimoni illeciti e restituendoli alla collettività. Quei beni che erano simbolo di sopraffazione oggi sono scuole, caserme e cooperative sociali di tutti NOI.

• L’uomo della Pace, come ci ricorda questa foto iconica, la sua battaglia non era solo contro i clan. Pio era in prima linea contro l’installazione dei missili a Comiso, convinto che una Sicilia di pace fosse il presupposto necessario per una Sicilia libera dalla criminalità.

Pio La Torre sapeva che la mafia teme la scuola e il lavoro più della prigione. A 44 anni dal suo sacrificio, il modo migliore per ricordarlo non è solo con i fiori, ma continuando a pretendere trasparenza, giustizia e pace ogni giorno.

Continuiamo la sua marcia contro la mafia e per la PACE.

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