La presentazione del libro di Giuseppe Spallino Non un “magliaro” del potere – L’epistolario di Vincenzo Carollo
Nella Sala Pio La Torre del Palazzo dei Normanni di Palermo, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana (A.R.S.), ci siamo ritrovati in tanti per ascoltare le riflessioni sul libro di Giuseppe Spallino appena pubblicato da edizioni arianna, espresse da uomini di politica di lungo corso che hanno ben conosciuto il senatore Vincenzo Carollo, quali l’onorevole Rino La Placa, attuale presidente dell’Associazione ex deputati A.R.S.; l’avvocato Gioacchino Genchi, già Consigliere comunale di Castelbuono; l’onorevole Calogero Mannino, in passato anche Ministro della Repubblica.
E’ emerso un consenso unanime nell’apprezzare l’imponente lavoro dell’autore, che da esperto-professore di storia ha saputo tracciare nei 12 capitoli dell’opera la complessa e articolata attività del politico Vincenzo Carollo attraverso la sua altrettanto complessa e articolata documentazione epistolare, rintracciata nei molteplici archivi storici di rilevanza istituzionale e nei carteggi che gli eredi del senatore Carollo hanno messo a disposizione dello storico-ricercatore castelbuonese. Già in cima alla Prefazione del libro (a cura di Mannino) si afferma “che si potesse scrivere un profilo biografico di un Uomo che ha vissuto realizzando un impegno politico quasi totalizzante, attraverso una selezione del suo epistolario, può essere messo in dubbio. Nel caso di questa pubblicazione, penso che il dubbio venga sciolto positivamente”.
Nell’incontro di presentazione della ricerca di Spallino è stata rievocata la complessità della “carriera” politica di Vincenzo Carollo, definito un “leader” nell’ambito del suo gruppo parlamentare, la Democrazia Cristiana, in ambito comunale, regionale, nazionale, con ruoli di grande prestigio e responsabilità quali la Presidenza della Regione Siciliana e la vicepresidenza del Direttivo del gruppo D.C. del Senato, il pressante impegno meridionalistico, la dura condanna del qualunquismo, il suo coraggio nel denunciare certe forme di relativismo opportunista, tenendo presente che nella sua lunga presenza sulla scena politica del Paese si sono alternati parecchi periodi difficili e controversi, anche all’interno della stessa D.C.
Nel presentare il libro, Rino La Placa ha ripreso la sua testimonianza riportata nello stesso libro definendo Carollo “una personalità che ha onorato Castelbuono e le Madonie”, mettendone in evidenza la vivace intelligenza, la composta autorevolezza nell’ambito del partito, svolgendo il compito di legislatore “con competenza e costanza”: in tal senso ha voluto ringraziare pubblicamente l’autore per “la fatica appassionata di ricerca e di documenti al fine di dar vita alla presente pubblicazione”.
Nel successivo intervento Gioacchino Genchi ha definito “splendido” il saggio di Spallino rievocando innanzitutto il tempo vissuto nella giunta comunale di Castelbuono, ove i rapporti erano all’insegna della correttezza, della moderazione, del rispetto pur negli scontri politici. Il ricordo del politico Carollo è di un uomo semplice nella sua grandezza, buono e di un moderatismo legato alla sua base culturale cattolica, ”ha fatto sempre del bene, mai del male”. E’ stata quindi sottolineata l’assoluta dirittura morale del senatore Carollo, sicuramente da annoverare tra i baluardi delle interferenze mafiose nella politica siciliana.
A seguire l’onorevole Mannino ha concluso gli interventi della presentazione del volume scritto da Spallino: una relazione che ha evidenziato alcuni passaggi cruciali degli oltre trent’anni di vita attiva di Carollo “in cui intrattenne rapporti e scambi con i maggiori esponenti del mondo politico ed economico” di quella stagione, nell’ambito della Democrazia Cristiana, “il grande ascensore sociale della storia d’Italia” post-bellica. E’ stato fatto un accenno alla classe politica della prima Repubblica, nella quale i partiti avevano scuole di formazione e i deputati dell’Assemblea Siciliana erano definiti “figli d’Ercole”, in assonanza alla sala d’Ercole del Palazzo dei Normanni nella quale essi stessi si riuniscono fin dal 1947. Anche Mannino ha elogiato il “paziente” lavoro di Giuseppe Spallino, che, da buon storico, per scrivere un libro di contingenze storiche su un personaggio della statura di Vincenzo Carollo, ha messo insieme un suo epistolario e quindi una prova documentale e documentata della sua intelligenza e sensibilità politica.
Adesso un po’ tutti noi, che abbiamo seguito con attenzione la presentazione del libro dell’amico Giuseppe Spallino, avremo il piacere di prenderne una copia in mano e gustarne i contenuti: Anche noi, nel nostro piccolo, faremo ricorso a un semplice metodo per iniziarne la lettura, sfogliando le ultime pagine e scoprendo con grande piacere che alle “Fonti archivistiche” e alla “Bibliografia” sono dedicate ben otto pagine e allora… buona lettura di qualcosa che merita!





