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Un “calcio” alla Pasqua che si poteva evitare!

Dopo 48 anni, due importanti “liturgie” torneranno a celebrare i loro “riti” nel giorno di Pasqua. Si tratta di due modi di vivere l’adesione alla propria “fede” che appaiono diametralmente opposti, perché espressione di culture diverse: quella religiosa del Cristianesimo e quella, quasi rituale, del calcio.

Alcune gare della 31ª giornata del campionato italiano di Serie A, infatti, sono in programma sabato 4 aprile, domenica 5 aprile e lunedì 6 aprile 2026.

In sé non vi sarebbe nulla di insolito, se non fosse che quelle date coincidono con le solenni celebrazioni della Pasqua cristiana. Una scelta che molti potrebbero considerare discutibile e poco attenta a uno degli appuntamenti più importanti della fede cattolica.

Dal 1978 in poi – fatta eccezione per due singole partite, che suscitarono la pronta reazione di alcuni vescovi italiani – anche il calcio italiano aveva iniziato a rispettare la sacralità della Pasqua. La pausa pasquale, che rappresenta il vertice della fede cristiana, offriva anche l’occasione di ritrovarsi in famiglia e condividere un momento di festa con i propri cari.

Le partite previste quest’anno proprio nei giorni di Pasqua, invece, costringeranno alcune persone – come gli agenti di polizia impegnati nel servizio di sicurezza negli stadi – a rinunciare al pranzo pasquale con i propri familiari per adempiere ai loro doveri. Un esempio tra i molti lavoratori coinvolti in questa discutibile “liturgia” calcistica.

[Da portadiservizio.it]

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