Si sono riaperte le porte del carcere per un 27enne termitano, già sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. I Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile – Sezione Operativa del Reparto Territoriale di Termini Imerese, supportati dai colleghi della Sezione Radiomobile, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale locale, su richiesta della Procura della Repubblica guidata dal Procuratore Capo Angelo Vittorio Cavallo.
Il giovane nel novembre del 2025, insieme a un complice, era stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo un iniziale periodo di custodia cautelare in carcere, lo scorso febbraio lo stesso organo giudicante gli aveva concesso i domiciliari con dispositivo elettronico, a seguito dell’attenuarsi delle esigenze cautelari.
A incastrare l’indagato è stata l’impeccabile e costante attività di controllo del territorio sviluppata dai Carabinieri. I militari dell’Arma, attraverso un’accurata e meticolosa attività d’indagine – supportata da mirati servizi di osservazione, controllo e pedinamento – hanno documentato dettagliatamente numerose e sistematiche violazioni delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.
Nello specifico, i Carabinieri hanno accertato che il 27enne, noncurante dei divieti, continuava a ricevere regolarmente presso la propria abitazione soggetti non autorizzati ed estranei al nucleo familiare, molti dei quali già noti alle forze dell’ordine e gravati da precedenti penali.
Grazie al tempestivo e dettagliato quadro probatorio ricostruito dai Carabinieri che, ha evidenziato, l’assoluta inefficacia del regime domiciliare, l’Autorità Giudiziaria ha disposto l’immediato ripristino della misura più restrittiva.
Al termine delle formalità di rito il 27enne è stato tradotto presso la Casa Circondariale “Antonino Burrafato” di Termini Imerese.
I Carabinieri del Reparto Territoriale di Termini Imerese hanno denunciato un 61enne del luogo, per attività di gestione di rifiuti non autorizzata e combustione illecita di scarti.
L’operazione ha avuto il suo fulcro nell’efficace sinergia tra le componenti territoriali e specializzate dell’Arma, difatti è risultata fondamentale la ricognizione aerea del 9° Nucleo Elicotteri di Palermo, il cui monitoraggio costante del territorio si conferma uno strumento imprescindibile per il contrasto agli illeciti ambientali. Grazie alla prontezza e alla professionalità dei piloti, sono state individuate dall’alto macroscopiche anomalie in un fondo privato in contrada Caracoli, altrimenti difficilmente rilevabili da terra.
L’input aereo ha attivato i militari della Stazione locale e della Sezione Radiomobile che, con il supporto tecnico dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.), hanno eseguito un’ispezione mirata. Gli accertamenti hanno svelato una discarica abusiva di circa 3 ettari, all’interno della quale erano stati illecitamente stoccati 115 veicoli già radiati dalla circolazione. Oltre all’accumulo incontrollato dei mezzi, l’ispezione ha documentato residui di roghi tossici, utilizzati per lo smaltimento criminale di scarti di varia natura.
L’operazione odierna testimonia la dedizione costante dei Carabinieri nella tutela del patrimonio naturale.
L’impiego coordinato di tecnologie avanzate, come gli elicotteri, e di reparti specializzati nella polizia ambientale permette di colpire con precisione quei comportamenti criminali che mettono a rischio la salute pubblica e l’integrità del territorio. La lotta all’inquinamento non è solo un compito istituzionale, ma una missione quotidiana per garantire alle future generazioni un ambiente sano e protetto dalle speculazioni illecite.




