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Sicilia: l’insularità non è uno slogan: È un diritto negato. Basta propaganda, servono risultati misurabili

«La Sicilia non può più vivere di annunci. L’insularità non è un titolo da conferenza stampa: è un costo reale che i siciliani pagano ogni giorno con biglietti più cari, collegamenti insufficienti, tempi lunghi, servizi fragili e imprese penalizzate. Se l’insularità resta una cifra ripetuta a microfoni accesi, senza produrre azioni verificabili, allora è propaganda».

A dichiararlo è Angelo Todaro, a nome dello Studio Todaro & Partners, che attacca la gestione politica del tema: «Si continua a parlare come se bastasse nominare l’insularità per risolverla. Ma la Sicilia ha bisogno di atti, non di narrazioni. E mentre si moltiplicano gli slogan, il cuore del problema resta intatto: un divario strutturale di spesa e investimenti che indebolisce infrastrutture, manutenzione del territorio e servizi essenziali. Questo divario non è un’opinione: esiste, è documentato. E va affrontato con rigore».

Todaro richiama la necessità di evitare la “guerra delle cifre” e di costruire una vertenza inattaccabile: «Il divario di spesa e investimenti è strutturale e documentato; sulle quantificazioni esatte le stime variano molto a seconda di cosa includi. Proprio per questo serve un’azione istituzionale seria: numeri chiari, obiettivi misurabili, tempi certi. Il Governo regionale deve scegliere se vuole fare comunicazione o se vuole governare».

«Chi governa — prosegue Todaro — deve dire ai cittadini cosa fa, quando lo fa, con quali risorse e chi ne risponde. Senza trasparenza totale, l’insularità diventa il paravento perfetto: si invoca, si agita, si consuma mediaticamente, ma non cambia la vita delle persone. E questo è inaccettabile».

3 HEADLINE

1. Insularità: o diventa tariffe, collegamenti e standard verificabili, o è propaganda.

2. Il vero danno è il divario strutturale di spesa e investimenti: serve una vertenza con lo Stato, non una campagna stampa.

3. Trasparenza totale: “soldi–opere–tempi”, per misurare davvero chi governa.

5 AZIONI CONCRETE (IMMEDIATE E MISURABILI)

• Patto di continuità territoriale con standard minimi di servizio, tariffe chiare e penali per disservizi.

• Dossier pubblico “Divario Sicilia” in 90 giorni: indicatori comparabili su spesa, investimenti e servizi essenziali.

• Lista di 20 opere prioritarie non negoziabili per perequazione infrastrutturale, con cronoprogrammi e responsabili.

• Fiscalità di sviluppo mirata su filiere strategiche, semplificazione reale e tempi certi per autorizzazioni e cantieri.

• Portale pubblico “soldi–opere–tempi”: tracciabilità completa di risorse, opere, scadenze e stato di avanzamento.

«Se la Sicilia vuole rispetto, deve pretendere risultati — conclude Todaro — non ‘attenzione’. I cittadini devono poter controllare ogni promessa: perché la credibilità si misura su una cosa sola, ciò che cambia davvero nella vita delle persone».

Angelo Todaro – Studio Todaro & Partners

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