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Riscaldamento globale, prima che sia troppo tardi

Di fronte ai cambiamenti climatici, ancora oggi un numero non trascurabile di politici nel mondo continua a negare il problema, a minimizzarlo oppure, semplicemente, a comportarsi come se non fosse una priorità.
Ma il cambiamento climatico non è un’opinione politica. È una realtà scientificamente documentata, e le sue conseguenze riguardano già milioni di persone.

Per questo ho voluto provare a fare una cosa molto semplice: porre una domanda e lasciare che fossero i dati a parlare.

Ho chiesto all’intelligenza artificiale:
«Quante persone sono morte a causa del riscaldamento globale negli ultimi trent’anni?»
La risposta mi ha lasciato profondamente colpito.

Ho quindi voluto approfondire il calcolo, analizzando le diverse cause che possono essere collegate al riscaldamento globale: ondate di calore, siccità, alluvioni, incendi, malnutrizione, diffusione di alcune malattie e altri effetti sulla salute umana.

Naturalmente, un calcolo di questo tipo deve essere fatto con estrema cautela: non tutte le morti possono essere attribuite direttamente al cambiamento climatico e le diverse categorie non possono essere semplicemente sommate senza verificare eventuali sovrapposizioni.

Ma proprio questo è il punto.
Anche adottando criteri rigorosi e prudenti, il bilancio umano è tutt’altro che trascurabile.
E allora mi chiedo:quanto ancora dobbiamo aspettare?

Quante altre persone dovranno morire prima che la politica consideri il cambiamento climatico per quello che è: non una questione ideologica, ma una delle più grandi emergenze del nostro tempo.

Non possiamo sapere con certezza quale sarà il numero delle vittime tra dieci, venti o trent’anni. Ma sappiamo una cosa: ogni decimo di grado di riscaldamento che riusciremo a evitare significa ridurre dei rischi.

La domanda, quindi, non dovrebbe essere soltanto«Quanto ci costerà intervenire?»
Dovremmo chiederci anche:
«Quanto ci costerà non intervenire?»
Perché un giorno potremmo scoprire che il prezzo dell’inazione non si misura in miliardi di euro o di dollari, ma in vite umane.

Agire oggi non significa salvare il pianeta da solo. Significa soprattutto cercare di salvare le persone che ci vivranno domani.

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