Aggiornato al
Aggiornato al

Ostensione delle spoglie di San Francesco

Per la prima volta, i resti del Poverello di Assisi sono visibili al pubblico: l’emozione e il senso di appartenenza davanti alla teca

La prima visita al corpo di San Francesco è stata riservata alla stampa, ma da oggi e fino al 22 marzo Assisi si prepara ad accogliere un flusso costante di fedeli: sono previsti circa 1.500 visitatori l’ora, pronti a venerare le spoglie mortali del Patrono d’Italia. Un evento reso possibile anche grazie al lavoro dello staff dell’ufficio stampa del Sacro Convento, impegnato a veicolare un messaggio centrale: “San Francesco vive”.

La complessa macchina organizzativa dell’ostensione potrà contare sul supporto di 400 volontari giunti da tutto il mondo (di cui il 67% donne), che opereranno quotidianamente dalle 7:00 alle 19:00 per assistere i circa 400 mila pellegrini attesi.

La visita si configura come una vera e propria esperienza sensoriale ed emozionale. Il percorso si snoda all’interno del Sacro Convento, attraversando corridoi e ambienti solitamente preclusi al pubblico. Se per la stampa l’itinerario si è concluso con la teca, per i pellegrini il cammino sarà inverso: l’incontro con i resti del Santo aprirà la visita al complesso monumentale.

L’ingresso nella Chiesa Inferiore della Basilica Papale è un viaggio tra i cicli pittorici che intrecciano la vita di Francesco a quella di Gesù. Procedendo verso l’altare, la teca inizia a intravedersi: la curiosità lascia spazio a una profonda commozione. Lui, il Poverello, è ancora lì, presente dopo ottocento anni.

Davanti a quelle ossa, avvolti dal silenzio della cripta, la percezione è quella di un incontro vivo con il “Santo dei Santi”: un uomo che, morendo, ha lasciato un segno indelebile nella storia, scolpito nelle sue azioni e nelle sue parole.

[Donatella Binaglia – umbriaecultura.it]

Condividi

il giornale di Castelbuono e oltre

Il giornale di Castelbuono e oltre