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Omnia Festival del Tempo a Gangi dal 12 al 14 giugno. Santi Cicardo: «Quest’anno il tema del festival sarà la giustizia, con un titolo volutamente ambiguo, perché ambiguo e oscuro è il tempo che stiamo attraversando»

Anche quest’anno ho l’onore di firmare, come direttore artistico, la terza edizione di OMNIA – Festival del Tempo, che si terrà a Gangi il 12, 13 e 14 giugno 2026.

Il titolo scelto per questa edizione è:

“in/GIUSTIZIA PER TUTTI”

In questi mesi abbiamo lavorato molto, abbiamo discusso, immaginato, corretto, smontato e ricostruito idee, a volte con entusiasmo, altre volte attraverso una dialettica anche aspra, ma sempre animata da un obiettivo comune: provare a costruire qualcosa che non fosse semplicemente una carrellata di eventi, ma un appuntamento generativo di pensiero critico e immaginazione civile e di coniugare qualità culturale e capacità attrattiva.

Per questo sento la necessità, prima di tutto, di ringraziare chi ha condiviso questo percorso con me Natale Sottile, Stefano Sauro, Roberto Franco e Santi Virga. OMNIA nasce anche da questo confronto continuo tra sensibilità, visioni e idee diverse.

Quest’anno il tema del festival sarà la giustizia, con un titolo volutamente ambiguo, perché ambiguo e oscuro è il tempo che stiamo attraversando.

Fin dall’antichità greco-romana e poi, più icasticamente, dalla Rivoluzione Francese, la giustizia si è fondata su un principio semplice e radicale: l’uguaglianza davanti alla legge. Il monito che troviamo scritto nei tribunali, “La giustizia è uguale per tutti”, e che per noi italiani traduce visivamente l’articolo 3 della Costituzione, non era soltanto una formula giuridica, ma il fondamento simbolico dell’intero edificio democratico. L’idea cioè che il diritto dovesse costituire uno spazio capace di sospendere almeno in parte le differenze di forza tra gli individui, sottraendo la legge all’arbitrio del potere.

Oggi, invece, quella formula sembra lentamente sgretolarsi. Negli ultimi anni, e ancor più negli ultimi mesi, abbiamo assistito a una progressiva crisi del principio di universalità del diritto, sostituito sempre più spesso da una logica dell’eccezione permanente, dentro cui la forza tende a prevalere sulla norma e l’interesse geopolitico, economico o militare finisce per ridefinire continuamente i confini stessi della giustizia. In questo scenario la legge rischia di perdere la propria funzione di misura imparziale, trasformandosi sempre più in uno strumento flessibile nella disponibilità di pochi autocrati e oligarchi. È come se il paradigma dello Stato di diritto venisse lentamente polverizzato, fino a produrre una forma diffusa di in/giustizia, individuale, sociale, collettiva e internazionale.

Da qui nasce il tema di questa edizione.

Ma OMNIA, come sempre, non parte solo da un’idea astratta, ma da un legame profondo con la nostra comunità e con la nostra storia. Per questo il “pre-testo” del festival saranno i cento anni dell’assedio di Gangi ad opera del prefetto Cesare Mori e il conseguente processo alla mafia delle Madonie.

Da qui prenderanno forma le tre giornate del festival: la prima dedicata alla metamorfosi del potere mafioso; la seconda alla crisi del diritto internazionale; la terza alle questioni di genere e al rapporto tra corpo femminile e potere maschile.

Prima di chiudere, desidero ringraziare l’Amministrazione Comunale per la fiducia rinnovata anche quest’anno e soprattutto per avere garantito al festival piena autonomia e libertà nella costruzione del programma, e tutti gli sponsor, grandi e piccoli, che ci consentono di far crescere OMNIA.

Un ringraziamento particolare alla Fondazione “Gaetano Costa”, nella persona del suo presidente Avv. Sergio Russo (galeotta fu l’edizione dello scorso anno), sia per l’impegno economico che per la rete di conoscenze e competenze che ci ha messo a disposizione.

Un ultimo pensiero-augurio. Credo profondamente che manifestazioni culturali come OMNIA, rese possibili anche grazie al lavoro costruito negli anni da associazioni, operatori culturali, gruppi informali e singoli cittadini, debbano essere un luogo “pre-politico”, un chiasma civile e culturale delle molteplici istanze (evviva!) che innervano le “comunità dentro la comunità”.

Buon OMNIA a tutti.

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