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Nota del Sindaco: perché creare allarme e panico?

Si trasmette la nota di risposta al Capogruppo Consiliare della Minoranza del 24.06.2026 

In riferimento alla Vostra interrogazione del 24 giugno 2026, si precisa che il Sindaco e l’Amministrazione comunale non si sono mai sottratti al dovere di fornire risposte ai Consiglieri comunali, né hanno mai omesso di riscontrare le interrogazioni presentate.

Non è invece accettabile che l’interrogazione sia stata pubblicata prima di ricevere chiarimenti, generando allarme ingiustificato tra la popolazione e presso le istituzioni preposte al controllo della qualità dell’acqua, a partire dal Sindaco quale Autorità sanitaria locale. Per tale motivo è stata presentata denuncia.

Nella vostra interrogazione sono stati accostati dati riferiti a anni diversi, dal 2024 ad oggi, senza distinguere tra fenomeni straordinari e situazioni ordinarie, generando confusione e  allarmismo tra i cittadini.

I valori anomali registrati nel 2026, ferro a 1372 µg/l e alluminio a 1312 µg/l presso il serbatoio di Ponte Secco, sono stati causati dalle piogge torrenziali che avevano interessato il territorio. Nei giorni successivi, il ferro è completamente scomparso e l’alluminio si è stabilizzato su valori compresi tra 750 e 780 µg/l, relativi all’acqua proveniente dalla sorgente Torre–Canalicchio.

Da quel momento l’acqua proveniente da tale sorgente è stata completamente scaricata all’esterno e non più immessa nei serbatoi di Pontesecco. Fino a qualche settimana fa era infatti visibile, lungo la salita per il Ranch lato Scondito, il flusso d’acqua che fuoriusciva dal serbatoio. 

Le analisi dell’acqua di Calabrò del 9 maggio 2024 si riferiscono ai prelievi effettuati direttamente  alla sorgente, prima dei lavori di canalizzazione verso Castelbuono. Si precisa inoltre che al serbatoio Croce l’acqua viene trattata con cloro, garantendo l’abbattimento della carica batterica.

Per quanto riguarda il batterio Clostridium perfringens, che nella vostra interrogazione viene indicato come un batterio pericoloso, si fa presente che, secondo informazioni scientifiche, esso è normalmente presente nell’intestino umano e animale oltre a essere ampiamente diffuso nell’ambiente (suolo, polvere e acqua).

 Il Clostridium perfringens è effettivamente un batterio potenzialmente pericoloso, perché può causare tossinfezioni alimentari. Tuttavia, la pericolosità dipende dalla concentrazione: piccole quantità come nel nostro caso possono essere presenti senza rappresentare un rischio.  

Gli uffici comunali, non appena si è manifestato il fenomeno, sono immediatamente intervenuti con la profilassi adeguata.

 Come risulta dai dati: nel 2024 si è verificato un solo caso, nel 2025 nessun caso, mentre nel 2026 sono state rilevate quantità minime del batterio nei mesi di gennaio e febbraio, mesi caratterizzati da forti precipitazioni. Inoltre, in quel periodo erano in corso i lavori di ammodernamento delle camere di manovra di tutti i serbatoi comunali, che ha portato al cambio di tubazioni e delle saracinesche.

Si è trattato comunque di episodi occasionali che non hanno mai messo a rischio la salute dei cittadini. Pertanto, risulta eccessivo definire “pericoloso” il batterio nel contesto descritto nella vostra interrogazione.

È comunque evidente che, quando le analisi del laboratorio CADA o dell’ASP hanno rilevato parametri non conformi, parliamo di valori che al  massimo sono stati pari a 4 UFC/ml, si è sempre intervenuti tempestivamente con la clorazione dovuta nei serbatoi.

Dai dati riportati dagli stessi Consiglieri emerge che le alterazioni maggiori si riscontrano nelle fontane pubbliche.

Le fontane, infatti, possono essere influenzate da fattori esterni quali la presenza di volatili, mani sporche degli utenti o l’introduzione di materiali estranei nei rubinetti. I serbatoi, invece, sono costantemente monitorati e trattati.

I controlli effettuati dimostrano che abbiamo un monitoraggio reale e continuo della qualità dell’acqua erogata ai cittadini e interveniamo con tempestività mediante clorazione o altri interventi, quando necessario. 

Per quanto riguarda i valori di alluminio evidenziati dal 2025 ad oggi, ogni volta che si sono verificati superamenti dei parametri ci siamo attivati con urgenza, scaricando l’acqua proveniente dalla sorgente Torre-Canalicchio, fuori dalla condotta, ancora oggi viene scaricata fuori.

Il 2 marzo 2026, presso il serbatoio Liccia, si è verificata una presenza anomala di alluminio dovuta alla sorgente Canna: anche in questo caso l’acqua della sorgente Canna fenomeno mai verificato prima, tempestivamente è stata scaricata fuori dalla condotta, fino al rientro dei valori nella norma.

In merito alla torbidità dell’acqua segnalata dall’ASP nel prelievo del 9 giugno 2026 presso i serbatoi di Pontesecco, come evidenziato nella nota che il sottoscritto ha inviato al Dipartimento di Prevenzione il 12.06.2026 n. prot 13968 è stato chiesto all’ASP di ripetere le analisi poiché il dato appariva inverosimile: l’acqua era visibilmente limpida. 

Le analisi successive, richieste dall’Amministrazione, hanno confermato che i parametri chimici e microbiologici erano nella norma, come da nota ASP del 23 giugno 2026.

Ciò che sorprende dell’interrogazione, e che ha generato preoccupazione tra i residenti delle contrade Vinzeria, Roccalumia, Santuzza, Cozzo Cirino, Pedagni alte e basse, Stalluzze, è l’affermazione secondo cui la sorgente Torre- Canalicchio, malgrado  presentasse 740 µg/l di alluminio, a fronte di un limite massimo di 200 µg/l, l’acqua delle sorgenti Canalicchio nuova e vecchia veniva immessa  per alimentare i serbatoi di Roccalumia e Santuzza. Tali affermazioni sono false.

Il serbatoio Santuzza è attivo da cinque anni su determinazione dello scrivente. Il serbatoio Rocca Lumia a mia memoria è stato sempre alimentato da Liccia. Le sorgenti Canalicchio (nuova e vecchia) fornivano acqua a Pedagni alte e a Cozzo Cirino, mentre la sorgente Torre-Canalicchio alimentava le contrade lungo la strada a valle e a monte da Pontesecco al Ranch.

Dal 2017, con il mio reinsediamento, è stato disposto che tutte le contrade venissero alimentate dal serbatoio di Liccia, garantendo uniformità e sicurezza nella distribuzione dell’acqua. Ne sono testimoni i cittadini di Pedagne alte, che per alcuni anni, e talvolta ancora oggi, hanno ricevuto l’acqua solo nelle ore notturne, quando i consumi si riducono e la pressione nella condotta consente di raggiungere le loro quote. Da allora le sorgenti Canalicchio-Torre confluiscono tutte a Pontesecco, dove l’acqua viene trattata con cloro.

Oggi tutta l’acqua immessa in rete è controllata, clorata e monitorata costantemente. 

È evidente che chi ha redatto l’interrogazione ha preso notizie basandosi sui ricordi di ex amministratori aderenti al movimento “la Costituente della Castelbuono di Domani” in base alla loro esperienza amministrativa, quando l’acqua di Torre-Canalicchio  veniva effettivamente utilizzata per alimentare le contrade citate.

 Oggi, invece, tutte le forniture idriche del Comune provengono dal serbatoio centrale di Liccia, che alimenta a caduta Centomasi, Roccalumia, Santuzza e Pontesecco, dove confluisce anche l’acqua delle sorgenti Torre e Canalicchio quando non presenta alluminio.

I cittadini possono pertanto stare tranquilli: tutta l’acqua immessa in rete è controllata e monitorata. Inoltre, dal 2 luglio è attivo a Liccia un potabilizzatore con due lampade UVC che abbattono completamente la carica batterica compreso il Clostridium perfringens. Eventuali lievi scostamenti (2–3µg/l) non penso rappresentano alcun rischio per la salute pubblica.

Il sottoscritto, per ciò che può valere, ha sempre bevuto l’acqua del rubinetto, garantendo la massima attenzione per la propria famiglia. Non avrei  la superficialità di far consumare ai miei figli o nipoti acqua non sicura.

Spero  di aver dati tutti i chiarimenti e di aver rassicurato i cittadini

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