Aggiornato al
Aggiornato al

“No all’impianto di biometano al bivio di Sciara”: il territorio si mobilita

Assemblea pubblica del 18 agosto 2026: cittadini, amministratori e tecnici insieme per approfondire il progetto e tutelare salute, territorio e vocazioni locali

Si è svolta l’assemblea per dire NO all’impianto di biometano da reflui zootecnici e sottoprodotti della filiera agroalimentare, nell’area compresa tra i territori di Sciara, Termini Imerese e Cerda. Fetta di territorio dove sono presenti attività, aziende agricole e centinaia di case abitate tutto l’anno.

Un incontro che è stato un primo concreto momento di confronto tra cittadini e realtà istituzionali del territorio, con l’obiettivo di fare chiarezza su un progetto che, secondo quanto emerso durante l’assemblea, prevederebbe la realizzazione di un impianto destinato al trattamento di scarti organici, tra cui pollina (concime organico ottenuto dal riciclaggio per trattamento industriale delle deiezioni degli allevamenti avicoli), pastazzo di agrumi, liqui-letame agricolo, sansa 2 fasi e insilato sulla, con produzione di biometano. Erano presenti, tra gli altri, i sindaci di Termini Imerese e Sciara, che hanno espresso la propria vicinanza ai cittadini e ai proprietari dei terreni interessati, manifestando il proprio dissenso rispetto alla realizzazione dell’impianto e la volontà di tutelare la salute pubblica e il territorio. Una disponibilità accolta con favore dal Comitato, che ha apprezzato anche la sensibilità dimostrata dalle amministrazioni verso i temi della salute, dell’ambiente e del lavoro.

Tra le infrastrutture previste vi sarebbe inoltre una condotta destinata al trasporto del biometano a una pressione indicata in 20 atmosfere. Ora, l’iter non è ancora arrivato ai Comuni, e durante l’assemblea è stato sottolineato come, allo stato attuale, nessun deposito ufficiale del progetto sia stato ancora ricevuto dalle amministrazioni comunali interessate.

Per questa tipologia di impianti l’iter autorizzativo è infatti gestito a livello regionale, con le autorizzazioni finali di competenza della Regione Siciliana. I Comuni saranno chiamati a intervenire, attraverso i propri uffici tecnici, nell’ambito della Conferenza dei Servizi, esprimendo le proprie valutazioni e i pareri di competenza in materia urbanistica, viaria e ambientale. Proprio per questo, il Comitato, che presto verrà ufficialmente istituito, intende seguire passo dopo passo l’iter amministrativo, chiedendo che ogni elemento del progetto venga esaminato con la massima attenzione e nella piena trasparenza.

Al centro del confronto, si ribadisce, vi sono soprattutto le possibili ricadute ambientali e territoriali dell’impianto. Tra le principali preoccupazioni espresse dai partecipanti figurano il possibile impatto odorigeno e emissivo, anche alla luce delle esperienze tristi e negative già vissute nell’area industriale, e la compatibilità dell’impianto con le caratteristiche e le vocazioni del territorio. Secondo i promotori del NO, l’area interessata presenta infatti una vocazione articolata, che comprende agricoltura, residenzialità, turismo, patrimonio archeologico e attività sportive, e la realizzazione di un impianto di questo tipo potrebbe incidere significativamente sull’assetto complessivo della zona. Esistono altre aree industriali dove poter costruire tale impianto, e sicuramente non nella porzione di territorio dove dovrebbe sorgere.

Condividi

il giornale di Castelbuono e oltre

Il giornale di Castelbuono e oltre