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L’oro bianco delle Madonie riparte dalla scuola: dopo 7 anni torna la manna al “Failla Tedaldi”

Una rinascita agricola e culturale che sa di riscatto e tradizione. Dopo un lungo silenzio durato ben sette anni, nel plesso di via Mazzini dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Luigi Failla Tedaldi” – indirizzo Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale – è tornata a scorrere la linfa più preziosa delle Madonie. Grazie all’intraprendenza, allo studio e alla dedizione dell’insegnante tecnico pratico Rosario Mitra e dell’agrotecnico Antonio Bonomo, la scuola ha ripreso ufficialmente la coltivazione del frassino da manna.
Un esperimento e una scommessa didattica che hanno superato ogni più rosea aspettativa. A pochissimi giorni dalle prime delicate operazioni di incisione della corteccia – la tradizionale “ntaccatura” – gli alberi hanno risposto generosamente. Dai fusti incisi è sgorgata la preziosa linfa che, a contatto con l’aria torrida estiva, si è solidificata rapidamente, regalando una splendida e abbondante produzione di “cannoli”, la qualità più pregiata e pura di manna.
La riattivazione di questo antico processo colturale tra le mura scolastiche non rappresenta soltanto un traguardo agronomico, ma un enorme valore aggiunto per gli studenti dell’istituto. I ragazzi hanno infatti la possibilità di toccare con mano un presidio unico al mondo, simbolo dell’identità territoriale madonita e fulcro di una micro-economia locale legata alla cosmesi, alla farmaceutica e alla pasticceria d’eccellenza.
L’iniziativa firmata da Mitra e Bonomo riaccende i riflettori sull’importanza della scuola come custode delle tradizioni artigianali, proiettando al contempo i futuri agrotecnici verso mercati di nicchia ad altissimo valore aggiunto. Il “miracolo bianco” di via Mazzini è ufficialmente ricominciato.

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