A pochi mesi dalle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, un pomeriggio al Museo Paleontologico Rinaldo Zardini di Cortina con Andrea Schiavon per una “Montagna di libri” a farci raccontare una grande storia di sport. Quella dell’atletica azzurra, che non riusciva più a vincere. Come ci ha detto l’autore di “Prima di vincere” (Add editore), lo sport che aveva creato i miti di Sara Simeoni e Pietro Mennea era diventato invisibile, marginalizzato, incapace di rigenerarsi.
“La rinascita è partita dall’abbraccio di Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi ai Giochi Olimpici di Tokyo e da allora è iniziata una sequenza di successi mai visti. Un’esplosione di risultati che ha ispirato e ispira nuove generazioni di talenti, contribuendo a costruire un’immagine diversa dell’Italia”.
Prima di vincere racconta il cambiamento silenzioso e potente che ha trasformato l’atletica italiana. Eppure solo pochi anni fa si faceva fatica ad arrivare sul podio e addirittura in finale nelle gare che contano. Che cosa è successo, per ribaltare la situazione in modo così evidente? Niente di clamoroso e molte cose speciali: i Giochi Olimpici di Tokyo nel 2021 hanno segnato un punto di svolta, ma la storia comincia da lontano tra campi di periferia, allenatori visionari e scelte coraggiose.
Andrea Schiavon esplora la rinascita azzurra fatta di metodo ed errori, di corpi da costruire e ricostruire, di dinastie familiari e distacchi. Battocletti, Crippa, Dosso, Fabbri, Fantini, Furlani, Iapichino, Jacobs, La Torre, Osakue, Palmisano, Stano e Tamberi sono solo alcuni dei volti che attraversano queste pagine e che ci aiutano a capire l’Italia che siamo e quella che vorremmo essere.
Andrea Schiavon dirige la Fondazione SIT –Sport Inclusione Talento. Da giornalista ha lavorato per «La Gazzetta dello Sport», «La Stampa» e «Tutto sport». Con Cinque cerchi e una stella (add editore) ha vinto il premio Bancarella Sport e insieme a Nico Valsesia si è aggiudicato il premio Geremia per La fatica non esiste (Mondadori). Con add editore ha pubblicato anche Il buon ladro e Don Milani. Parole per timidi e disobbedienti.




