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Le Madonie segrete. La neve d’inverno in montagna come rifugio naturale: la coturnice siciliana e la rara testimonianza dei suoi comportamenti, con l’assenza in alto dei grandi disturbi delle specie aliene

Vi parlo di alcuni comportamenti che ho notato della coturnice siciliana osservati sulle Madonie.

La foto non è di qualità eccelsa, ma ha un grande valore documentativo e comportamentale. A fine gennaio, dopo diverse ore passate ad osservarle in pieno inverno, l’osservazione di diverse coturnici sulla neve rappresenta già di per sé un evento raro e di grande interesse naturalistico: questa sottospecie, abituata ad ambienti rocciosi, tende ad evitare la neve persistente, limitando gli spostamenti alle zone più esposte. Proprio per questo motivo, assistere a interazioni sociali in un contesto innevato è poco comune e difficilmente osservabile.

Comportamenti osservati e il ruolo ecologico della neve: giorno 2934
In questo periodo la coturnice entra nella fase di pre-corteggiamento, una fase delicata e breve che precede la formazione della coppia. In questa fase, i branchi invernali iniziano a sciogliersi e i maschi si riprendono la territorialità attraverso canti che si sentono anche a grande distanza, come quelli che percepivo quel giorno da altri individui in lontananza. Non si tratta di canti di coppia, ma di richiami di presenza, di competizione e di selezione. In questo contesto il maschio effettua movimenti lenti e controllati, mentre la femmina osserva, ascolta e valuta, e proprio quando l’interazione si fa diretta, la femmina inizia a seguire il maschio a distanza, condividendo lo stesso versante e gli stessi spostamenti, senza un contatto ravvicinato.
La presenza della neve svolge un ruolo ecologico fondamentale, tiene lontani i cinghiali, che disturbano i siti di alimentazione e di sosta, permettendo alla coturnice di fare in tranquillità la fase che stiamo osservando e se nevicherà nei prossimi giorni anche le successive.

Si dovrebbe prendere coscienza del fatto che tutto ciò che mostro e documento con i social da quasi cinque anni si trova all’interno di un piccolo parco di appena 40.000 ettari, un territorio limitato ma di straordinaria ricchezza faunistica, che merita attenzione, rispetto e tutela costante.

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