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La cartolina spedita dal lager nazista dal soldato internato Giuseppe Spallino ritrovata dal nipote a Ginevra

Il 20 ottobre 1943 il soldato Giuseppe Spallino scriveva una cartolina al padre Guglielmo mediante la Croce Rossa. Si tratta di un prestampato in cui sostanzialmente informava i familiari che era internato in un campo di concentramento (“Stalag XVII B”, in realtà era nello “Stalag XVII A”, come riportato a penna nel fronte) e stava bene (“en bonne santésì”). Nel fronte è contrassegnata la parola “Geprüft”, che significa “Controllato”, preceduta dal numero del censore. Una missiva che non venne mai recapitata e che è stata ritrovata dal nipote, il professore Giuseppe Spallino, dopo 82 anni presso l’Archivio del Comitato Internazionale della Croce Rossa a Ginevra.

Spallino, nato a Castelbuono l’11 febbraio 1915, figlio di contadini, dopo aver finito la quarta elementare, dove fu compagno di scuola del futuro partigiano Cristoforo Carabillò avendo come insegnante il maestro Giovanni Mazzola, si ritirò dagli studi, per contribuire al sostentamento della famiglia, formata da otto figli.  

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, venne chiamato alle armi e arruolato nella 36ª Compagnia Genio Artieri della 15ª Divisione Fanteria “Bergamo”, che operava in Dalmazia e aveva la base a Spalato. Tra i suoi compiti il ripristino di strade, la costruzione di ponti e il superamento di interruzioni per favorire l’avanzata delle truppe. 

L’8 settembre 1943, all’annuncio dell’armistizio, la divisione tedesca SS “Prinz Eugen” avanzò fino a raggiungere la città il 27 settembre, nonostante la resistenza dei partigiani e degli italiani che avevano combattuto con loro. Questa divisione, tristemente nota per gli eccidi compiuti, aveva ricevuto da Hitler ordini precisi: fucilare tutti gli ufficiali italiani e prendere prigionieri i sottufficiali e i soldati semplici per tradurli nei reparti di lavoro verso est.   

Spallino fu tra questi. Quel giorno, infatti, venne catturato dai tedeschi a Spalato per poi essere internato nel campo di concentramento Stammlager XVII A, nei pressi di Kaisersteinbruch, in Austria, con la matricola 97488. Ritornò in Italia il 24 giugno 1945. Per il suo internamento il 2 giugno 2016 gli è stata conferita in sua memoria la Medaglia d’Onore.

Il figlio Mario riceve la Medaglia d’Onore dal prefetto Antonella De Miro 

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