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Il racconto di una giornata particolare, quella che dà la pace nel cuore

C’è un motto nel mondo del Terzo Settore, quello del volontariato, che raccoglie la numerosa parte di società italica che si dedica alla solidarietà verso il prossimo, laicamente e non solo per uno stimabile slancio di fede religiosa. Un motto che dice: “Un’Italia che aiuta”, ed è il motto della Croce Rossa Italiana.

Certo, è uno slogan impegnativo, ma come metterlo in atto?

La risposta è semplice: con la convinta consapevolezza e un pizzico di passione che qualsiasi servizio di volontariato, attuato in funzione dei 7 Principi Fondamentali di Croce Rossa internazionale, porti beneficio ad un prossimo fragile, una persona anziana ammalata, così come un giovane dilaniato dalle dipendenze patologiche e spesso povero.

In questo contesto si colloca il supporto che la Croce Rossa Italiana dà al Banco Alimentare, quell’istituzione che aiuta chi soffre la fame, e al Banco Farmaceutico ETS.

Ecco, oggi ci piace dare testimonianza di quanto vissuto dallo scrivente nella “Giornata della Raccolta del Farmaco”, sponsorizzato dall’A.I.F.A., l’Agenzia Italiana del Farmaco e Federchimica ASSOSALUTE. Il mio Comitato locale di Croce Rossa mi attiva per un servizio in una farmacia di Roma Nord dalle ore 9 alle 14. Pur essendo di sabato, e un sabato “particolare” perché siamo nel pieno del carnevale, 14 febbraio-San Valentino, in condizioni meteo di allerta arancione, la gente va in farmacia per svariate necessità e lì trova 2 volontari in divisa di Croce Rossa e con la pettorina del Banco Farmaceutico, che, con la dovuta discrezione, invitano i clienti a donare un farmaco. Basta accennare al motto dello stesso Banco, “carità in opera contro la povertà sanitaria” per far scattare la generosità di quel cliente, che, malgrado si trovi in condizioni di disagio per sue stesse problematiche di ordine sanitario, ti ascolta, capisce che si tratta di far arrivare quel farmaco a chi si trova in condizioni di vita precaria, condividendo assieme il dato dell’ISTAT sui 5,7 milioni di individui in povertà assoluta del nostro Paese. Salutiamo quel donatore con un grazie e un sorriso di ben-essere reciproco.

Alle 14 chiudiamo il nostro turno di volontariato con una cospicua raccolta di ben 46 confezioni. Siamo contenti per la riuscita del servizio, ma c’è un problema: la nostra referente ci avvisa che il turno successivo, dalle 14 alle 19, non si effettuerà per mancanza di adesioni, non a caso è il pomeriggio di un giorno “particolare”! Il collega mi dice che deve scappare a casa per motivi familiari ed io resto nel dubbio: quel motto “Un’Italia che aiuta” mi frulla per la mente, ma come e cosa fare? Il nostro Statuto di Croce Rossa ammette servizi da svolgere almeno in due persone, per vari motivi, non ultimi quelli legati alla sicurezza personale. 

L’aiuto viene dal cielo, ma anche dal telefonino che ho in tasca: uno scambio di alcuni messaggi e in pochi minuti troviamo la soluzione: disattivo il servizio di volontariato con la divisa rosso-fiamma di Croce Rossa e mi attivano un servizio “supplementare” direttamente dal Banco Farmaceutico. Mangio qualcosa al bar limitrofo e riprendo il servizio di donazione in farmacia con la sola pettorina del Banco ETS.

E’ vero, nel pomeriggio arriva poca gente, quindi poche donazioni e chiudo il servizio con un totale di 57 confezioni di farmaci di pronto uso, dalla classica Tachipirina alla boccetta di disinfettante e alle gocce per liberare il nasino di un bambino, sicuramente e sfortunatamente povero, ma a sera ritorno a casa con tanta pace nel cuore.

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