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I giovani delle Alte Madonie dicono no al fuoco dei Kalashnikov e degli incendi

Lunedì e martedì a Petralia Sottana la “Quinta settimana della legalità” con Ferrandelli, p. Giannalia parroco dello Zen, Gabriele Galal, il prefetto Mariani, il  presidente dell’Antimafia Cracolici e il vescovo  di Cefalù, mons. Marciante

No al fuoco dei Kalashnikov che ha 
sconvolto la vita degli abitanti e degli imprenditori dei quartieri di 
Palermo, no al fuoco degli incendi che hanno devastato il territorio 
siciliano quest’anno come non mai provocando varie vittime, e sostegno a 
quella ferma reazione delle istituzioni, delle forze dell’ordine e della 
gente che mantiene viva la speranza: sono questi i sentimenti  che 
animano i cuori dei giovani delle Alte Madonie che lunedì e martedì 
prossimi, 7 e 8 settembre, daranno vita alla “Quinta settimana della 
legalità”, organizzata anche quest’anno a Petralia Sottana dalla 
parrocchia “Maria Ss. Assunta” e dall’Oratorio “San Carlo Acutis” sul 
tema “Giustizia e Pace si incontreranno, per una Sicilia libera!”, in 
piena collaborazione con il Comune di Petralia Sottana e con la 
partecipazione dei volontari, dei bambini dell’oratorio, dei gruppi 
ecclesiali, delle confraternite e congregazioni, delle associazioni e 
delle scuole.
Lunedì, 7 settembre, alle 16,45, accompagnato dai Tamburinari di Gangi, 
partirà un corteo fino al Palazzo di città, dove, nella Sala consiliare, 
i giovani delle Alte Madonie, insieme ai mini sindaci e alle mini 
amministrazioni comunali del comprensorio, incontreranno il giovane 
Gabriele Galal, insignito lo scorso aprile dal Capo dello Stato, Sergio 
Mattarella, dell’attestato di Alfiere della Repubblica per il suo 
impegno come volontario della Croce  Rossa presso il quartiere romano di 
Tor Bella Monaca; Fabrizio Ferrandelli, assessore all’Emergenza 
abitativa del Comune di Palermo che ha avviato una battaglia di legalità 
contro il racket delle case popolari e che  per le minacce ricevute ha 
avuto assegnata la scorta; e p. Giovanni Giannalia, parroco della chiesa 
di San Filippo Neri allo Zen bersagliata da colpi di arma da fuoco; il 
quale, dopo  il corteo che dal Palazzo di città raggiungerà la Chiesa 
madre, celebrerà alle 18,30 la Santa Messa. Alle 20,30 la processione al 
seguito dell’immagine della B. V. Maria Bambina e, in piazza Umberto, i 
giochi pirotecnici.
Martedì, 8 settembre, giornata dedicata alla Natività della B. V. Maria 
Bambina,  alle  16,45 corteo fino a Palazzo di città, da cui il Soccorso 
Alpino e Speleologico Siciliano calerà le bandiere della Repubblica 
Italiana e della Città del Vaticano. Qui si svolgerà l’incontro con il 
Vescovo di Cefalù, mons. Giuseppe Marciante, delegato Cesi per i 
problemi sociali, del lavoro, della giustizia, della pace e della 
salvaguardia del Creato;  il Prefetto di Palermo, Massimo Mariani; il 
presidente della Commissione antimafia dell’Ars, Antonello Cracolici; e 
nuovamente Gabriele  Galal.
“Quest’anno – spiegano il parroco di Petralia Sottana, don Giuseppe 
Murè, e il viceparroco p. Giuseppe Garofalo – è stata la comunità 
madonita, e in particolare i suoi giovani, a scegliere direttamente il 
tema e a definire i contenuti e l’organizzazione, segno che ormai c’è 
piena consapevolezza del fatto che solo la legalità può fare crescere un 
territorio libero e prospero. Hanno messo il punto esclamativo alla fine 
del titolo per rimarcare questa convinzione. Ma gli avvenimenti degli 
ultimi mesi dimostrano che la Sicilia non è ancora libera! Con il fuoco 
– proseguono i due sacerdoti – si distruggono attività commerciali, con 
il fuoco si uccidono vite e si distrugge il Creato, con il fuoco si 
minaccia chi vuole fare del bene. Proprio per questo la ‘Quinta 
settimana della legalità’ vuole rispondere al bisogno della comunità 
madonita di fare sentire forte la voce di chi non ci sta e di 
interrogarsi, assieme alle istituzioni e ai protagonisti dell’impegno 
civile, su come sia possibile contribuire a seminare legalità come parte 
dell’impegno evangelico e per costruire occasioni di sviluppo  che 
assicurino ai giovani il diritto di restare in queste aree disagiate 
dove sono nati e di studiare, lavorare e costruire qui una famiglia e un 
futuro”.

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