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Giocare in famiglia?  Ci vogliono l’aria aperta, i colori del nostro paese e la compiaciuta meraviglia dei nonni 

Si sa: quando arriva l’estate le famiglie riunite si ritrovano nelle case e le contrade di villeggiatura del paesello delle nostre origini. Certo, la stessa comunità è già una grande famiglia, molto allargata ai numerosi rapporti di amicizia, ma in quella stretta che va dai nonni ai nipoti si può stare riuniti nella più sacra intimità, dove la generazione del confine superiore, quella dei nonni, con compiaciuta meraviglia scopre tratti caratteristici del proprio DNA nella classe dei più piccini.

I modi e le occasioni per scambiarsi affettuosità e stare in allegria sono infiniti, ma quelli del giocare assieme restano indimenticabili: ovviamente nella stagione estiva si dà la preferenza ai giochi all’aperto, tralasciando quelli da tavolo, tipo il monopoli che lasciamo volentieri ai fanatici ossessionati nel fare business. E allora perché non organizzare un gioco che coinvolga tutti, nonni, figli e nipoti?

Un esempio che vi proponiamo è “la caccia al colore” dove si va alla ricerca di immagini, scorci, vedute particolari dei tanti angoli del nostro paese, captati con un pizzico di creatività e utilizzando – una volta tanto in modo intelligente – quel dispositivo che teniamo a portata di mano tutto il giorno (e spesso anche di notte) e che volgarmente chiamiamo cellulare. Insomma una sorte di caccia al tesoro di natura fotografica che, in quanto tale, deve contenere anche l’aspetto essenziale della competitività e quindi l’impegno ad essere “er mejo” tra i migliori, evocando lo spirito olimpico di Pierre de Coubertin.

Bene, questa è l’idea-progetto che qualche giorno fa abbiamo lanciato nella nostra famiglia e qui di seguito vi raccontiamo come l’abbiamo realizzata. Innanzitutto sono state costituite le squadre concorrenti, ognuna formata da una figlia e un nipote, aggregati tra loro liberamente secondo lo spirito di maggiore simpatia reciproca, quindi la squadra “verde”, quella “rossa” e quella “blu”… abbiamo escluso il “bianco” del tricolore perché considerato troppo comune e banale! Ogni squadra aveva il compito di scattare 10 foto entro il tempo stabilito di 20 minuti tra le piazze, le strade, i vicoli, i monumenti del paese e in ciascuna delle quali doveva apparire il colore assegnato alla propria squadra. Invece i nonni hanno svolto il ruolo di “giudici”: quindi, a conclusione della “caccia al colore” svolta per strada, l’intera famiglia si è ritirata in casa e sulla parete del salotto, sgomberata del classico quadro, sono state proiettate le 30 foto in concorso, lasciando in assoluto anonimato i nomi dei partecipanti delle 3 squadre. Ogni giudice ha operato indipendentemente esprimendo 2 tipologie di voto globale (da 1 a 10) sul set delle 10 foto di ogni squadra: un voto sulla “originalità” globale delle foto e un secondo voto sulla “castelbuonesità”/“sicilianità” del contenuto globale delle foto di ogni squadra. La somma dei 6 voti di ogni giudice ha definito la quotazione di ogni squadra e quindi la classifica definitiva. E’ seguita la premiazione di tutti i nipoti concorrenti con la distribuzione di calamite frigo, che riproducono panorami del nostro paese: premi semplici, ma significativi.

Le 30 foto proiettate ci hanno fanno vedere angoli di paese bellissimi, come lo scorcio in profondità di verde intenso del bosco di lecci e roverelle, aperto tra i balconi di uno stretto vicolo; le pigne ornamentali in ceramica dipinte in vari colori che adornano le nostre case, simboli di augurio di prosperità e ospitalità tutta siciliana; gli scooter d’epoca parcheggiati tra i  vicoli…la mitica Vespa della Piaggio, una in rosso e un’altra in blu; il primo piano di un mazzolino di fiori rossi e sullo sfondo il castello dei Ventimiglia;  il blu intenso delle fioriere di ceramica attorno alle fontane delle piazze ove si può scorgere lo stemma del Comune di Castelbuono; la facciata di una  casa con le tende da sole rigorosamente tutte color verde; la striscia blu che delimita il parcheggio delle auto e che ha per sfondo la facciata della Matrice Nuova.

Quello qui descritto è solo un esempio di come godere con gioia e allegria del nostro magnifico territorio paesano, ricco di monumentalità, a metà strada tra il blu del mare e il verde intenso di una esclusiva biodiversità montana, pieno di bella gente che apprezza le antiche tradizioni e dove il riposo estivo è vissuto giocando in autentico spirito di gruppo familiare. 

I nonni giudici al lavoro

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