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Franca Di Vagno, nota di lettura a “Una, la vita umana”: «Ida l’altro nome della Speranza»

Non solo una inedita raccolta di versi, bensì un vivace e accogliente gomitolo di preziosa lana. 

Quando lo srotoli, da un capo all’altro del filo i tuoi sensi vengono catturati dai suoni, dai colori, dai profumi, dalle immagini, dai sospiri e dai respiri della Natura. Il senso visivo è appagato anche dall’aspetto iconico di tanti componimenti brevi, e bellissima è, tra le tante, l’immagine: “s’innalzano gabbiani verso il sole, / a grande altezza poi / si librano festanti…” (così nella poesia “Gabbiani, scogli”).

Da un capo all’altro del filo c’è il Poeta, con le sue albe e i suoi tramonti, le certezze e le speranze, l’incanto gioioso della giovinezza e il disincanto della maturità. Quando la tristezza lo assale, si rifugia nel silenzio ristoratore e si guarda ‘dentro’ per ritrovare sé stesso nella “cuna” degli affetti più profondi, per ritrovare e riassaporare l’abbraccio caldo, morbido, rassicurante della sua terra, la madre prodiga e amorevole sempre pronta a sostenerlo nella spensieratezza della gioventù e a rialzarlo, discreta, quando ha inciampato in qualche sasso, regalandogli l’illusione di aver fatto “tutto da solo”. 

Ma se prova a guardarsi intorno, il Poeta sente il frastuono delle guerre, respira odio e violenza e brama di onnipotenza; vede fiumi di sangue e macerie, dappertutto macerie. Vede il vessillo svettante della disumanità e si chiede se verrà mai l’agognata Pace, la Pace “disarmata e disarmante” invocata anche dal Papa.  Si chiede dov’è l’uomo, dov’è la Vita, umana, preziosa, irripetibile: UNA! 

L’Umanità si rialzerà ancora una volta, non perdiamo la speranza. Grazie a te, piccola Ida (la nipotina neonata del Poeta), frutto dell’amore, perché ci insegni ancora a sognare e ad amare la vita. Benvenuta al mondo!

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