Da luglio ad oggi, nell’arco di un mese e mezzo, otto donne morte. Otto donne di altrettante storie diverse, finite tutte in un unico, tragico, modo: uccise dalla violenza di chi diceva di amarle. Le cronache di questi giorni purtroppo registrano questa inaccettabile scia di sangue.
Anche con le parole di Claudia Castiglia, quelle della sua poesia “Senza una ragione”, vogliamo urlare il nostro dolore per fatti criminali che devono essere debellati, cancellati. Gli strumenti di prevenzione esistono, ci sono le misure cautelari, il Codice Rosso, i centri antiviolenza, e dal 2025 esiste anche il reato specifico di femminicidio, che riconosce la matrice di genere dell’uccisione quando è legata, tra l’altro, a controllo, possesso, dominio o al rifiuto della donna di mantenere una relazione.
E allora che fare? Esperti di tutti i settori interessati se lo chiedono per trovare la parola fine a questo dramma. Noi invitiamo chi di competenza a dare forza istituzionale, giuridica, medica per proteggere la donna e soprattutto che venga avviato un percorso, cominciando dalle famiglie e dalle scuole, che porti alla cultura della non violenza di genere.
Senza una ragione
Non so
perché il tempo
abbia fermato
la tua mano
dolce e delicata
sulla mia guancia
e l’abbia trasformata
in dura roccia
pronta a colpire
con incomprensibile violenza
Non so perché
il tempo
abbia fatto di te
l’uomo brutale
che
con catene di cuoio
mi trafigge
l’anima
soffocando
ogni sua purezza





