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Democratici per Castelbuono. Le strane idee della Costituente sulla democrazia

Leggiamo con sincero interesse il recente comunicato della Costituente dal roboante titolo “Democratici di nome, antidemocratici nei fatti” e, ancora una volta, rimaniamo colpiti dalla loro singolare concezione della democrazia.

Vale la pena ricordare qualche fatto.

L’emendamento in questione è stato presentato dalla consigliera Ippolito fuori dai termini consentiti e pertanto non poteva essere ammesso. Sol perché il Presidente lo ha fatto presente apriti cielo!
Inoltre, non si trattava affatto di una modifica di modesta entità, che può essere accolta anche in corso di seduta. Non era la correzione di una parola o la riformulazione di un comma esistente: introduceva integralmente un nuovo comma, modificando in modo sostanziale il testo regolamentare.

Nonostante ciò, come maggioranza eravamo pronti a soprassedere. Non abbiamo invocato cavilli regolamentari per bloccare la proposta. Al contrario, abbiamo dichiarato la nostra disponibilità a votarla favorevolmente, chiedendo soltanto di eliminare alcune parti che poco avevano a che fare con il diritto di replica dei consiglieri e molto invece con una narrazione vittimistica e con toni inquisitori che nulla aggiungevano al merito della questione.

In altre parole, la parte essenziale dell’emendamento sarebbe rimasta intatta. 

Abbiamo teso la mano per costruire una sintesi condivisa. Ma evidentemente, per la Costituente, la dialettica democratica funziona in un solo modo: o si approva esattamente ciò che propongono loro, oppure si ritira tutto. Una sorta di “o come diciamo noi o portiamo via il pallone”.

Eppure, dovrebbe essere chiaro a tutti che in un Consiglio comunale la ricerca di mediazioni è la regola, non l’eccezione. Soprattutto quando si è minoranza.

Definire questa normale dinamica democratica come un tentativo di “condizionare l’approvazione” significa negare il principio stesso del confronto tra posizioni diverse.

Troppo facile gridare all’arroganza e alla “forza dei numeri” ogni volta che non si ottiene ciò che si vuole. Ma la democrazia rappresentativa funziona esattamente così: i cittadini scelgono una maggioranza e una minoranza, entrambe legittimate a svolgere il proprio ruolo.

E ci sarà pure una ragione se oggi i Democratici rappresentano la maggioranza e la Costituente l’opposizione.

Particolarmente preoccupante è poi la frase nella quale si parla di ciò che “deve essere votato”. Ci chiediamo: chi stabilisce cosa debba essere votato e cosa no? Esiste forse un diritto esclusivo della Costituente di decidere quali modifiche siano accettabili e quali no?

Noi continuiamo a pensare che in una democrazia pluralista ogni proposta possa essere discussa, modificata, migliorata e infine votata, approvata o respinta, nel pieno rispetto di tutti. Nessuno gode di una sorta di diritto di veto preventivo sulle opinioni altrui.

Confessiamo che certe affermazioni sarebbero persino inquietanti se i ruoli fossero invertiti. Ma vogliamo tranquillizzare i cittadini: continueremo a lavorare perché Castelbuono non debba sperimentare una simile interpretazione della vita democratica.

Infine, un fatto che la Costituente dimentica convenientemente di ricordare. Nello stesso Consiglio comunale, quando sono stati loro a proporre modifiche (quelle sì di lieve entità) a un emendamento presentato dal consigliere Prestianni su un altro punto all’ordine del giorno, la maggioranza non ha avuto alcuna difficoltà a raccogliere i loro suggerimenti, a discuterli e condividerli serenamente.

Non abbiamo parlato di “condizionamenti”, non abbiamo denunciato arroganze, non abbiamo agitato fantasmi autoritari. Abbiamo semplicemente fatto ciò che dovrebbe accadere normalmente in un’aula consiliare: confrontarci, migliorare i testi e trovare punti di equilibrio.

Quella si chiama dialettica democratica. Tutto il resto assomiglia molto di più a un capriccio politico travestito da battaglia di principio.

Democratici per Castelbuono

Per completezza d’informazione riportiamo a seguire, anche se non ci pervengono le note d’informazione, il post della Costituente per la Castelbuono di domani apparso sulla loro pagina Facebook.

Democratici di nome, antidemocratici nei fatti

Nel corso del Consiglio comunale del 18 giugno scorso i Consiglieri della Costituente hanno proposto di modificare con un emendamento l’art. 48 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale, il quale prevede espressamente che il Sindaco e il Presidente del Consiglio possano fare delle comunicazioni al Consiglio, mentre nulla statuisce sul diritto di replica alle stesse da parte dei consiglieri. Tutto questo rimane attualmente nell’esercizio del buonsenso del Presidente del Consiglio.

Con l’emendamento si chiedeva di introdurre la possibilità, da parte dei gruppi consiliari, di intervenire attraverso un consigliere per gruppo, per un tempo non superiore a cinque minuti, proprio dopo le comunicazioni di Sindaco e Presidente del Consiglio, a garanzia della dialettica consiliare quando tali interventi si trasformano in monologhi unilaterali.

Si trattava di una modifica migliorativa del regolamento, a garanzia di tutti i gruppi consiliari, soprattutto delle minoranze, ma di cui i Democratici hanno tentato di condizionare l’approvazione.

Di fronte all’ennesimo tentativo di far prevalere la forza dei numeri, la Minoranza ha preferito ritirare quanto aveva proposto, per non avallare il metodo della prepotenza su quanto deve essere votato.

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