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Castelbuono e le dipendenze: il grido d’allarme di un territorio che rischia il proprio futuro. La toccante testimonianza di un ex alcolista

La Sala Padre Lorenzo Marzullo nei giorni scorsi ha ospitato un momento di riflessione necessario e profondo: il “Convegno sulle Dipendenze”, un evento che ha saputo unire istituzioni, Chiesa e comunità civile in un fronte comune contro le fragilità sociali.

L’evento, organizzato dall’Associazione Padre Lorenzo Marzullo, in collaborazione con la Diocesi di Cefalù e con la Consulta Giovanile, con il patrocinio del Comune, ha visto una partecipazione straordinaria nel corso dell’intera giornata, segno di quanto il tema sia sentito e urgente nel tessuto sociale madonita.

Il convegno ha beneficiato di interventi di alto profilo che hanno sottolineato l’importanza di “fare rete”:

S.E. Giuseppe Marciante, Vescovo di Cefalù, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una vicinanza concreta e dell’ascolto verso i giovani e le famiglie, pilastri spesso travolti dal silenzio della dipendenza.

Il Sindaco Mario Cicero ha confermato l’impegno dell’amministrazione comunale di Castelbuono nel sostenere percorsi di consapevolezza e supporto.

Sono state affrontate le dipendenze da sostanze sotto l’aspetto farmacologico, come trattamento in psichiatria e sul piano degli interventi di prevenzione e sostegno a carico delle associazioni preposte, presenti nel territorio madonita. 

La toccante e autentica testimonianza di un ex alcolista, è stata il cuore emotivo dell’evento, offrendo uno spaccato crudo ma colmo di speranza su cosa significhi affrontare e superare la fragilità.

A seguire è stata trattata la ludopatia. 

Dal convegno sono emersi dati preoccupanti. Nella sola Diocesi di Cefalù, nel 2024, sono stati giocati in azzardo ben 193 milioni di euro.

“Non sono statistiche lontane,” è stato ribadito durante l’incontro, “sono risorse sottratte alle imprese, alle famiglie, alla spesa nei negozi di vicinato e, soprattutto, ai sogni dei nostri figli.”

L’azzardo patologico (GAP) è un mostro silenzioso che si nasconde dietro la normalità di uno smartphone o di un tagliando colorato, ma che genera debiti, ansia, depressione e la rottura dei legami familiari.

L’evento ha trovato un linguaggio inedito per parlare ai più giovani attraverso la musica elettronica. Il giovane maestro Vincenzo Pitingaro ha presentato un brano originale, una composizione studiata per tradurre in suoni le sensazioni della dipendenza. Un’opera che vuole essere un “altolà” sonoro, un invito a distogliere lo sguardo dal gioco d’azzardo per ritrovare il ritmo della vita reale. A conclusione del convegno c’è stato un intervento volto a cogliere la causa primaria di tutte le dipendenze: la non conoscenza della propria identità e quindi della pienezza che già abbiamo dentro. La persona è stata considerata nella sua interezza, dal corpo alla psiche allo spirito. In questa visione l’ evangelico “rinnegare se stessi” è la terapia di tutte le dipendenze.

Associazione Padre Lorenzo Marzullo

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