Buongiorno a tutti, con questo video desidero augurarvi un sereno buon fine settimana dalle montagne delle Alte Madonie, un luogo che oggi mi ha accolto mostrandomi, nell’arco di poche ore, due volti diversi della stessa anima, la neve dell’alta quota al mattino e la pioggia viva e profumata più a valle nel pomeriggio. È proprio questa continua trasformazione che rende la montagna un organismo complesso, capace di raccontare il tempo meglio di qualsiasi calendario e applicazione.
Questa mattina ho camminato lentamente tra paesaggi innevati. Intorno a me si alzavano i grandi faggi secolari, veri custodi della memoria ecologica di questi luoghi. Ogni volta che li incontro provo la sensazione di attraversare una biblioteca vivente, tronchi segnati dalle tantissime stagioni, radici profonde che trattengono il suolo e l’acqua, rami che dialogano con la luce e con il vento. Sono alberi che osservano il paesaggio da secoli, ma io, anno dopo anno li osservo cambiare, mutare, adattarsi alle variazioni del clima, alle nevicate e alle estati più lunghe e intense. Camminando tra loro imparo lentamente a conoscerli, più della mia stessa casa.
In quei momenti sento chiaramente quanto la montagna sia un sistema vivente complesso, ogni impronta sulla neve racconta un passaggio ancora vivo, ogni variazione del vento ci suggerisce una direzione, ogni ramo spezzato rivela un evento passato. È un linguaggio dei ” segni naturali ” che richiede tempo, attenzione e rispetto per essere compreso.
Dopo questa lunga camminata, sono sceso a casa a mangiare.
Poi ho ripreso il cammino mentre la pioggia iniziava lentamente a scendere verso valle, trasformando l’atmosfera e restituendo al paesaggio nuovi colori, nuovi suoni, nuovi odori. E proprio quel cambio improvviso di tempo mi ha regalato
due incontri affascinanti:
Ho osservato due splendidi rapaci appollaiati e attenti, un gheppio e un nibbio reale. Li ho guardati mentre scrutavano il territorio con una concentrazione assoluta, perfettamente integrati nel loro ambiente, capaci di leggere ogni minimo movimento del suolo, ogni corrente d’aria, ogni possibile segnale di vita. In quei momenti la natura mostra tutta la sua precisione, nulla è casuale, tutto è equilibrio, adattamento, relazione.
Osservarli mi ha ricordato quanto sia prezioso mantenere viva la biodiversità di questi ambienti montani, veri laboratori naturali dove clima, vegetazione, fauna e presenza umana convivono in un equilibrio delicato e continuamente in trasformazione.
Vi auguro di cuore una Pasqua serena a voi e alle vostre famiglie, piena di respiro e di natura.
Ci rivediamo qui sulla pagina martedì, per una nuova avventura insieme.




