Con stupore ho appreso di un articolo pubblicato sulla pagina Facebook del movimento La Costituente per la Castelbuono di Domani, relativo al conferimento delle civiche benemerenze.
A dire il vero, soltanto pochi soggetti, sempre gli stessi, i “nimici da cuntitizza”, hanno sollevato critiche o polemiche riguardo ai riconoscimenti attribuiti dal Comune in questi giorni.
Desidero ricordare, che ogni anno numerose istituzioni, dal Presidente della Repubblica fino ai piccoli comuni come il nostro, conferiscono onorificenze a personalità, associazioni, enti e realtà che si sono distinte. Per fare un esempio, nel 2026 il Presidente della Repubblica ha conferito 25 onorificenze di Cavaliere del Lavoro in un’unica cerimonia. Anche noi avremmo potuto adottare una procedura simile, individuando i destinatari e organizzando due o tre momenti ufficiali di consegna.
Abbiamo invece scelto un’altra strada: dedicare a ciascuna benemerenza una cerimonia specifica, così da ripercorrere la storia, il percorso e il contributo di ogni personalità, associazione, cooperativa o impresa che hanno dato a Castelbuono. A nostro avviso, tutte queste cerimonie hanno avuto un grande valore, ci hanno permesso di conoscere aspetti nuovi, testimonianze significative e particolarità che hanno arricchito l’intera comunità. Inoltre, riteniamo che riconoscere pubblicamente chi si impegna per il bene collettivo rappresenti un esempio positivo per le nuove generazioni, in un’epoca segnata da guerre, cronaca nera e da un clima diffuso di egoismo e arroganza.
Mi auguro che questa sterile polemica possa finalmente concludersi, nel pieno rispetto di chi sta ricevendo, con pieno merito, tali riconoscimenti. Le persone e le realtà premiate hanno contribuito in modo chiaro e significativo ad accrescere il prestigio culturale e sociale della nostra comunità, a livello regionale, nazionale e internazionale. Non meritano, in alcun modo, che il loro impegno venga oscurato da discussioni pretestuose che finiscono per sminuire il valore del loro operato.
Per quanto riguarda le affermazioni del gruppo consiliare La Costituente per la Castelbuono di Domani, secondo cui non sarebbero stati coinvolti in questa decisione, è necessario precisare alcuni punti.
Il regolamento approvato dal Consiglio comunale n. 45 del 01.10.2024 stabilisce che le scelte relative alle cittadinanze onorarie e alle civiche benemerenze debbano essere discusse in una conferenza convocata dal Sindaco con i capigruppo. Ed è esattamente ciò che abbiamo fatto per tutte le iniziative successive all’approvazione del regolamento.
Lo stesso è avvenuto per le ultime benemerenze assegnate. Con protocollo n. 4151 del 19/02/2026, il Sindaco ha convocato un incontro con i capigruppo per il 5 marzo alle ore 17:30. Alla riunione erano presenti, oltre al Sindaco, il Presidente del Consiglio, la consigliera Lucia Sapuppo e la consigliera Maria Pina Ippolito, in sostituzione del capogruppo Anna Maria Cangelosi, come risulta dal verbale. Il Sindaco ha illustrato la proposta, si è svolto un breve confronto e la seduta si è conclusa senza alcuna osservazione da parte della consigliera Maria Pina Ippolito.
Per ulteriore scrupolo, il Sindaco si è impegnato a inviare una nota con l’elenco completo delle benemerenze previste per il 2026 e il 2027. La nota è stata regolarmente trasmessa con protocollo n. 5519 del 6/03/2026 al Presidente del Consiglio, ai Capigruppo di maggioranza e minoranza e agli Assessori, senza che nei giorni successivi sia stato sollevato alcun rilievo o opposizione.
Appare dunque sterile e incoerente l’atteggiamento sempre più strumentale che il gruppo consiliare di opposizione tenta di portare avanti. Purtroppo non è la prima volta e, con ogni probabilità, non sarà neppure l’ultima. Per fortuna, però, gli atti parlano chiaro e ciascuno può farsi un’opinione basata sui fatti, non sulle polemiche.
È inoltre opportuno ricordare che in alcune cerimonie erano presenti anche rappresentanti del movimento La Costituente per la Castelbuono di Domani. Ci auguriamo che la loro presenza non sia stata dettata da pregiudizi culturali o sociali, legati alla persona che ha ricevuto la Civica Benemerenza.
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Ecco cosa è stato scritto dalla Costituente per la Castelbuono di Domani sulla loro pagina Facebook.
𝐈𝐥 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐢𝐚!
𝐈𝐥 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐝𝐞 𝐞 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐞̀ 𝐬𝐯𝐮𝐨𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨

Ci sono stati periodi delle sue sindacature in cui il sindaco Cicero ha pensato con somma passione a intitolare scuole e ogni ambiente comunale. Lo ha fatto al di là del valore simbolico e architettonico dei luoghi, dedicandoli a persone anche in modo equivoco, per poi passare, a fine sindacatura, in questo scorcio dell’anno 2026, al conferimento di 𝒃𝒆𝒏𝒆𝒎𝒆𝒓𝒆𝒏𝒛𝒆. Un calendario foltissimo di date e nomi a cui dare tributo ed encomi, ma anche per diffondere false verità istituzionali sul “chi decide” gli atti da portare avanti.
Per tali decisioni, a detta dello stesso Cicero, l’Amministrazione comunale di Castelbuono, il Sindaco e il Consiglio comunale si sarebbero determinati. Niente di più falso. La prova che questi conferimenti siano solo atti di dabbenaggine che si svuotano sempre più di significato ogni volta che si annuncia l’ennesima benemerenza risiede nel fatto che si arrivi a strumentalizzare il Consiglio su decisioni che non ha preso, perché è il sindaco che in realtà ha deciso a chi e come conferire benemerenze. I benemeriti non c’entrano nulla in questa riflessione politica, sia chiaro, il problema è il calderone del tempo amministrativo in cui l’attuale sindaco mescola di tutto, volendo dare ad ogni cosa fatta lo status di visione e azione amministrativa.
La verità nuda e cruda è che in Consiglio la questione di questi riconoscimenti non è mai stata portata, e in commissione si è parlato solo di qualche nome, secondo il reale senso dell’eccezionalità di tali designazioni. Il resto è farina del sacco del sindaco, polverina chiara, atta a svuotare di significato un riconoscimento che sarebbe credibile solo se il proponente non ne avesse fatto una specie di sport facile da praticare tutti i fine settimana.
Il sindaco appare un decisore solitario anche nelle procedure. Infatti ci chiediamo se al Presidente del Consiglio pare legittimo che egli decida al posto del Consiglio e se gli sembra normale che i consiglieri debbano apprendere dai social su cosa è concentrata l’azione amministrativa settimanale in un comune in cui tante questioni di rilievo sono eluse.
Il sindaco Cicero è convinto di avere una visione, cosa che ripete in ogni occasione. Su cosa ce l’abbia questa visione in un Comune che non sta progettando secondo decisive politiche ambientali, economiche, strutturali e abitative, in altre parole per la restanza, dovrebbe chiarirlo una volta per tutte.




