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A Geraci Siculo ricordato il partigiano Liborio Baldanza

Il comune di Geraci Siculo nei giorni scorsi ha ricordato il cittadino Liborio Baldanza a 81 anni dalla morte. Baldanza era nato nel 1899 a Geraci Siculo. All’età di 16 anni ha lavorato come operaio metalmeccanico ai Cantieri navali di Palermo. Dopo la prima guerra mondiale si è trasferito in Svizzera e poi a Sesto San Giovanni (considerata la “Stalingrado d’Italia”), dove i nazifascisti lo hanno arrestato nel marzo 1944. Iscritto al Partito comunista italiano, dirigente tra i più attivi della cellula comunista clandestina lombarda durante il fascismo ed eroe partigiano, Baldanza fu deportato nel lager di Mauthausen insieme agli oppositori politici, per poi essere trasferito nei lager di Gusen, Schwencat e Hinterbruhl. Dopo avere lavorato come schiavo nei campi di concentramento, fu condannato a morte. L’1 aprile 1945 Baldanza iniziò, insieme a migliaia di prigionieri, la marcia della morte di 220 chilometri. Due giorni dopo, il 3 aprile, caduto esausto a terra, fu freddato dai nazisti con due colpi di pistola. La Repubblica Italiana nel 1949 lo riconobbe come “partigiano combattente caduto per la lotta di liberazione” e nel 1974 gli fu assegnata la medaglia d’oro al valore civile. 

«Il nostro Comune – ha dichiarato il sindaco di Geraci Siculo Luigi Iuppa – ha collocato, in via Vento, nei pressi della sua abitazione, una pietra d’inciampo il 7 aprile 2019».

Edito da Edizioni Arianna è stato pubblicato, nel 2021 il libro “Se tutti vanno via” del professore Giuseppe Vetri, che ne traccia la storia.

(Nella foto il momento della posa della pietra d’inciampo)

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