Lunedì 19 ottobre, nella Chiesa dell’Itria, a Castelbuono, si è tenuta la conferenza dal titolo “L’eco della dolcezza: il miele dell’Amazzonia e la manna delle Madonie”, che ha visto come relatore d’eccezione il Prof. Giovanni Onore, entomologo di fama internazionale e coordinatore del Progetto Otonga in Ecuador.
La presenza del professore a Castelbuono è ormai diventata una costante, dettata dal profondo e sincero legame di amicizia che si è instaurato negli anni con l’intera comunità castelbuonese.
Attraverso un’affascinante narrazione ricca di trasposizioni geografiche e culturali, il professore ha guidato i presenti in un percorso alla scoperta dei dolcificanti naturali, e del meraviglioso mondo degli insetti.
Il Prof. Onore ha ripercorso le origini della canna da zucchero, dalla sua introduzione in Sicilia, dove rappresentò per secoli una risorsa economica significativa, tracciando poi un parallelo suggestivo con la manna delle Madonie, la preziosa linfa estratta dal frassino nel territorio siciliano, e creando così un ponte ideale tra la biodiversità neotropicale dell’Amazzonia e le secolari tradizioni agricole siciliane.
Ampio spazio è stato dedicato all’universo delle api e al loro ruolo insostituibile nell’equilibrio planetario.
Partendo dalla storia millenaria del rapporto tra l’uomo e le api, che risale alla preistoria ( come testimoniano le prime pittura rupestri dedicate alla raccolta del miele selvatico), il prof. Onore ha ricordato i grandi scienziati che hanno decodificato il complesso linguaggio delle api, soffermandosi poi sul fenomeno della selezione artificiale, citando l’introduzione e l’allevamento dell’ape italiana (Apis mellifera ligustica) perfino in Australia.
“Se le api scomparissero dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita.”
Questa citazione, tradizionalmente attribuita ad Albert Einstein, è stata richiamata dal Prof. Onore per sottolineare la fragilità degli ecosistemi.
In conclusione, il Prof. Giovanni Onore ha richiamato l’attenzione sul valore degli insetti come bioindicatori fondamentali: la presenza, il comportamento e la salute delle api offrono un quadro chiaro e immediato dello stato di salute del nostro ambiente e dei cambiamenti climatici in atto.
L’evento ha lasciato ai partecipanti un messaggio chiaro: tutelare le api e la biodiversità non significa solo salvaguardare la produzione di miele, ma preservare il futuro stesso della vita sul nostro pianeta.
Associazione Padre Lorenzo Marzullo




